Tre itinerari turistici, monumenti riaperti alla fruizione dopo secoli e prospettive di recupero di intere zone storiche: ecco lo spirito che anima la "Settimana della cultura" di Agrigento, realizzata grazie alla collaborazione tra Confindustria ed istituzioni e presentata ieri a Palermo.
Un magnifico sole palermitano, ha fatto da cornice questa mattina alla conferenza stampa, presso la sede di Confindustria Sicilia, convocata per la presentazione ufficiale della "Settimana della Cultura".
Tale iniziativa, si svolgerà ad Agrigento nei giorni 20-21 e 22 Novembre, coinvolgendo diversi monumenti della città, grazie alla collaborazione tra Confindustria, Comune di Agrigento, Parco Archelogico della Valle dei Templi, Arcidiocesi di Agrigento, Camera di Commercio ed il FAI.
Nei giorni prima elencati, seguendo tre itinerari turistici (itinerario del Sacro, itinerario urbano ed itinerario archeologico), sarà possibile visitare gratuitamente monumenti come la Cattedrale, la Biblioteca Lucchesiana, il Seminario, la curia arcivesvcovile, la Chiesa di Santa Maria dei Greci, il Collegio dei Filippini, la via Sacra, il Giardino della Kolympetra e tanto altro ancora. Negli alberghi, ai turisti sarà consegnata la "tourist card", grazie al quale potranno entrare gratuitamente nei luoghi interessati dalla manifestazione.
Presenti alla conferenza stampa erano i massimi vertici di Confindustria Agrigento, a partire dal Presidente (nonchè vice-presidente regionale) Giuseppe Catanzaro e la vice-presidente Piera Graceffa, ma anche il Sindaco di Agrigento Marco Zambuto, il direttore del parco archeologico della valle dei templi Pietro Meli, il rappresentante dell'arcidiocesi Padre Pontillo ed il responsabile del FAI Giuseppe Lo Pilato.
Il tema cardine di questo incontro con i giornalisti, ha riguardato il superamento nella nostra regione del turismo "stagionalizzato", ossia far sì che anche nei mesi non estivi la Sicilia abbia un gran numero di visitatori. A chiarire meglio il concetto, è stato proprio il Presidente di Confindustria Agrigento Giuseppe Catanzaro, il quale dichiara: "Questa iniziativa, partita da noi imprenditori, mira a destagionalizzare il turismo nella nostra terra, evitando "l'assalto" solo nei periodi estivi. Agrigento è la prima tappa di questo progetto, in futuro analoghe manifestazioni verrano ripetute in altre città."
"Bisogna puntualizzare che la settimana della cultura è un punto di partenza - afferma la vice-presidente di Confindustria Arigento Piera Graceffa, che aggunge - Auspichiamo che la valorizzazione dei monumenti della nostra città non sia legata soltanto a manifestazioni singole ma ad una certa continuità nel renderli fruibili ed aperti ai turisti ed alla cittadinanza."
Il Sindaco Marco Zambuto, ha evidenziato come queste iniziative servano a risollevare il malandato centro storico della città dei templi e dichiara: "Potevamo scegliere altri luoghi in cui far sviluppare senza grosse difficoltà organizzative questo progetto, ma abbiamo puntato sul centro storico, proprio perchè è di vitale importanza per tutta la città riprendere la parte storica di essa. In tal senso voglio evidenziare come il Comune da me rappresentato ha avviato una serie di progetti che porteranno al recupero di tutta la zona che va dal Municipio alla Cattedrale, grazie ai bandi di rotazione messi a disposizione dalla Regione; anche la via di fuga, recentemente balzata sulle prime pagine dei giornali, servirà a questo intendo."
A spiegare poi nel dettaglio i luoghi ed i monumenti interessati dall'iniziativa, sono stati Pietro Meli, Giuseppe Lo Pilato e Padre Pontillo; quest'ultimo, ha annunciato l'apertura, dopo secoli di chiusura, della "stanza de tesoro" e della torre campanaria del Duomo. Inoltre, verrà esposta la "lettera del diavolo", consegnata dal demonio alla venerabile suor Maria Crocifissa della Concezione, del monastero di Palma di Montechiaro, antenata di Giuseppe Tomasi di Lampedusa e che grande interesse suscita tra gli studiosi e non.
Una grande occassione allora per gli agrigentini e per i turisti di "riapproprarsi" di luoghi da tempo chiusi o poco fruibili, con l'auspicio che, grazie a queste iniziative, possano essere sempre più conosciuti ed apprezzati, al fine di far sviluppare una mentalità turistico-imprenditoriale adeguata alle potenzialità del territorio.

La città di Agrigento nella sua storia millenaria ha avuto ben quattro nomi: ?????a? per i Greci, Agrigentum per i Romani, Kerkent per gli Arabi e Girgenti per i Normanni...
La Valle dei Templi è uno spettacolo emozionante, in una natura verdissima, tra le piante dell' "antico bosco di mandorli"...