Templi
Tempio dei Dioscuri (Castore e Polluce)
Tempio dei Dioscuri (Castore e Polluce) - Temple of Dioscuri (Castor and Pollux)
Il tempio di Castore e Polluce è quello che più rappresenta la sigla di Agrigento artistica. Castore e Polluce erano i gemelli nati dalla unione di Leda, la bella regina di Sparta, con Giove, mutatosi in cigno. Il tempio è rivolto ad oriente: Alcuni lo fanno risalire ad un periodo compreso fra gli anni 480 e 460 a.C., altri pensano che sia una costruzione del IV o III secolo a.C.. La sua alta piattaforma, montata su 3 gradoni estesi all'interno perimetro, misurava m. 31,12 in lunghezza e m 15,86 in larghezza, poco meno di un doppio quadrato che occupava una superficie di mq 541,14. Delle 34 colonne, che si presentavano 6 sui frontoni e 13 sui lati lunghi contando anche quelle degli angoli, soli 4 si stagliavano in mezzo a tutte quelle rovine; altre 4 colonne delimitavano la cella nei due lati corti. Sono formati da tre rocchi tufacei, con un fascio di 20 scanalature a spigolo vivo, raggiungono un'altezza di m 5,27 ed hanno un diametro di m 1,10. Il tempio mostra, inoltre, una decorazione figurativa fogliata ricca e varia. Lo spigolo esistente mostra un rosone, simbolo di Rodi. Ai 4 lati del tetto si notano esemplari di grondaia dalla forma a testa di leone con la lingua rossa. Il ruolo della figura del leone, di cui questo tempio come quello di Demetra e di Ercole si avvaleva, era sopratutto quello di spaventare le potenze del male e di allontanarle. Le maschere leonine avevano dipinte in turchese la criniera, giallo il muso e rossa la lingua che serviva da canale di scorrimento. Alle teste di leone si alternavano le antefisse a forma di palmette, simbolo del trionfo, alternativamente di colore rosso e turchese. Una smagliante policromia, svrapposta allo stucco, indispensabile per proteggere il materiale, completava la decorazione. Il fregio del tempio, tagliato orizzontalmente, ci dà una strana sensazione: è come se la parte superiore della trabeazione sia stata "posata" successivamente sulla parte inferiore. Può darsi che il Duca di Serradifalco, che riedificò tre colonne alle quali ne fu aggiunta poi una quarta per motivi di stabilità), pur di arrivare ad una soluzione, abbia impegnato elementi architettonici appartenenti a due momenti diversi. Nelle immediate vicinanze del suo lato meridionale, nel 1932, furono scoperte le rovine di un altro tempio ad esso parallelo. Tale scoperta si è rivelata molto importante ai fini della individuazione delle divinità alle quali i due templi erano dedicati. A tale proposito è da tenere presente il fatto che il tempio in questione è situato al centro di un importantissimo santuario dedicato alle divinità Chtonie (Demetra, Persefone e Dioniso) e che, molto probabilmente, ad esse era dedicato. L'ipotesi più attendibile, anche perchè confortata da molte prove, è quella che il tempio fosse dedicato a Persefone e a suo figlio Dioniso. Attorno ai templi a giustificare tale ipotesi, Marconi trovò nel 1932 un vaso pertinente al culto orgiastico di Dioniso. Collegando ritrovamenti e miti, tenuto presente che Persefone era particolarmente venerata in Akragas, ci riesce facile attribuire i due templi a Persefone e Dioniso. Altra valida ipotesi è quella del Marconi che, tenuto conto della zona sacra in cui il monumento è situato, attribuisce i due templi a Persefone e Demetra.





Mappa del Tempio dei Dioscuri - Maps of the Temple of Dioscuri