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Agrigento e la Valle dei Templi, guida per il turista | Agrigento and the Valley of the Temples, the guide for tourists

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Tempio della Concordia - Temple of Concorde

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Tempio della Concordia

tempio della Concordia, temple of concorde

Tempio della Concordia - Temple of Concorde

Semplice nelle sue linee perfette, maestoso nella sua forma ed elegante, bello di quella sua particolare bellezza, è il tempio della concordia. Costruzione del 450 a.C. di stile dorico perfetto. Esastilo-periptero con 34 colonne nella peristasi e 4 nell'interno che delimitano la cella: due ad est del pronao, due a d ovest nell'opistodomo. E' lungo m. 42,10 e largo m. 19,10. I due frontoni dovevano essere certamente ornati di sculture a basso rilievo, ma nulla è pervenuto fino a noi. Due scalette a chiocciola addossate ai muri interni della cella, s'inerpicano fin sulla sommità del tempio: servivano ai greci per la manutenzione del tetto. L'elegante e arioso colonnato, secondo i modelli classici, ha 6 x 13 colonne, ognuna delle quali ha un'altezza di m. 6,75, è costituita da 4 rocchi, con un fascio di 20 scanalature a spigolo vivo. Le colonne non vanno soltanto rastremandosi verso l'alto, ma a mano a mano che si assottigliano, tendono ad una certa convessità generando così una suggestiva illusione ottica: "l'entasis", cioè un accorgimento architettonico che l'ignoto tecnico ha ottenuto con il rigonfiamento della colonna di circa 22 mm, quanto basta per non fare apparire la colonna più sottile nella parte centrale. Al di sopra dell'architrave corre il fregio formato da un'alternativa di 72 troglifi a rilievo e di 68 metope lisce. Il tetto a doppio spiovente, era a capriate, ed era coperto mediante lastroni di terracotta tenuti fermi dalle sime, specie di cornici di gronda, atte a raccogliere le acque piovane indirizzandole in gocciolatoi dalla forma a testa di leone. Nel vi secolo della nostra era, vescovo di Agrigento S. Gregorio, il tempio della Concordia. Fu trasformato in chiesa cristiana. Per trasformare il tempio pagano in chiesa cristiana non ci volle molto: furono chiusi gli intercolunni del peristilio con muri di pietre a secco, fu aperta la cella mediante 12 archi a tutto sesto ( si ottennero così 3 navate); fu abbattuto il muro che separava il naos dall'opistomodos, per cambiare l'ingresso; furono distrutte le metope e le sculture del timpano; fu grattato lo stucco che rivestiva i muri e le colonne. Nei muri delle scalette furono scavate due nicchie per i simulacri dei SS. Pietro e Paolo ai quali la chiesa fu consacrata(una nicchia è ancora visibile). Vi si officiarono messe fino al 1788 anno in cui il Principe di Torremuzza chiese al Barone, ed ottenne, il permesso di restituire al tempio la sua primitiva forma. Così furono abbattuti i muri che chiudevano gli intercolunni, furono rimosse le croci e le campane, ma non potè essere restituita l'integrità ai muri della cella, nè quella palatina di stucco che lo faceva apparire marmoreo. Del nome di questo tempio non siamo certi. L'attuale ci è stato tramandato dallo storico saccense fra Tommaso Fazello che glielo attribuì argomentandolo da una iscrizione latina trovata nelle vicinanze. La lapide dice testualmente: "Concordiae Agrigentorum sacrum repubblica Lylibatanorum dedicantibus M. Haterio Candido Procos et L. Cornelio Marcello Q.Pr.Pr."Molto probabilmente, nel periodo greco il tempio doveva essere dedicato ad una divinità che presiedeva alle opere di pace quale poteva essere Demetra, sorella del sommo Giove e madre di Persefone. Divinità delle messi, essa insegnò agli uomini l'agricoltura e l'uso ell'aratro, diede loro le prime leggi e i primi elementi del vivere civile.

Modello 3D del Tempio della Concordia
(per visualizzare il 3D, una volta avviato Google Earth spuntare l'opzione Edifici 3D)

Mappa del Tempio della Concordia - Maps of the Temple of Concorde






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