Templi
Tempio di Efesto (Vulcano)
Tempio di Efesto (Vulcano) - Temple of Hephaistos (Vulcan)
In ordine cronologico è l'ultimo dei templi agrigentini poiché risale alla fine del V secolo a.C.. Il tempio sorge all'estremità occidentale della "valle civita", sul ciglione roccioso che domina la riva sinistra del fiume Hypsas. Era esastilo-periptero con una peristasi di 34 colonne (6 x 14), alte m 6,4 e formato da 5 rocchi tufacei; misurava m 43 x 20,85. Il suo stile dorico risente di influssi jonici. Gli spigoli esistenti fra le scanalature delle colonne non sono aguzzi, come abbiamo notato in tutti gli altri templi, ma piatti come di regola nell'ordine jonico. Di questo monumento ci rimangono pochissimi elementi: due tronche colonne, la sesta del alto sud-ovest e quella dell'angolo nella parte orientale; l'incompleto basamento e le fondazioni. Il tempio offre la rara possibilità di osservare nel lato sud-ovest due tamburi di colonne in cui non sono state realizzate le scanalature. Il tempio può dirsi con certezza intitolato a Vulcano, per il fatto di essere vicino, come Solino descrive, al lago che fece dire fandonie sull'olio galleggiante sull'acqua non solo agli antichi ma anche ai moderni scrittori. Efesto, che i romani identificarono con Vulcano, era il dio del lavoro e dell'industria. Brutto e zoppo sposò Venere, che gli fu infedele. Aveva un'officina sotto il monte Etna, dove, aiutato dai Ciclopi, fabbricava i fulmini a Giove.





Mappa del Tempio di Vulcano - Maps of the Temple of Vulcan