Vai ai contenuti

Menu principale:

Agrigento e la Valle dei Templi, guida per il turista | Agrigento and the Valley of the Temples, the guide for tourists

Cerca nel sito

Tempio di Zeus (Giove) Olimpico - Temple of Olympean Zeus (Jupiter)

Templi

Tempio di Giove Olimpico (Zeus)

tempio dei dioscuri, tempio di Castore e Polluce, agrigento, valle dei templi

Tempio di Zeus (Giove) Olimpico - Temple of Olympean Zeus (Jupiter)

L'enorme ammasso di rovine, disordinatamente abbattute sulla vastissima area, non può ancora darci l'idea di quello che fu il tempio di Giove Olimpico di Akragas. Era famoso in tutto il mondo antico, sia per le sue colossali dimensioni sia per le sue strutture, veramente originali, che lo rendevano uno dei più grandi monumenti dell'antichità e un "archetipo" dell'architettura greca. Il Tempio akragantino è unico nel mondo greco. Sono scoperte, a mezzogiorno, le sue fondazioni profonde 6 metri su cui si innalzano 5 gradini che reggevano un leggero muro di contorno dell'edificio; esso era intervallato da 38 rafforzamenti, a distanza regolare, fatti all'esterno di mezza colonna per tutta l'altezza, cui corrispondeva all'interno un pilastro. Di stile dorico, come tutti i templi agrigentini, era pseudo-periptero. Lungo m 113,20, largo m 56,6, alto m 40 circa, aveva una superficie di 6.500 mq. La colonna, alta 20 m circa aveva un diametro di m 4,3 all'immoscapo e m 3,25 al sommoscapo e scanalature talmente ampie da poter nascondere un uomo. L'architrave era composto di due file di massi posti nel senso dello spessore e di tre, su di esse, nel senso dell'altezza. Esso non poteva coprire, con unico blocco, lo spazio tra due colonne. Peraltro, tutta la trabeazione era di grande ricchezza: quindi, di enorme peso. Sicchè furono aggiunti i telamoni, alti ben 7,75 m fra le colonne rialzati a circa m. 18 da terra, si sconoscono gli accorgimenti con cui il costruttore (forse Feace) aveva fissato tali giganti alle strutture che essi si contraevano a sorreggere,con le braccia inarcate sulla testa. Uno dei giganti fu ricomposto da Raffaello Politi vicino al 1850 il quale è ora nel museo nazionale. Di altri tre Telamoni sono conservate le teste sempre al museo nazionale ritrovate dal Marconi nel 1928 appartenenti chiaramente a razze diverse, probabilmente a quelle asiatica, africana ed europea.La cella è lunga e stretta, contornata da larghi corridoi. Era divisa in tre parti, invece che da muri, da due serie di dodici pilastri del falso colonnato; muretti collegavano questa e quella serie di pilastri. Pare che la cella fosse aperta nel centro (cioè ipetra). Nei templi greci i lati maggiori corrispondono quasi al doppio di quelli minori, questo formò, eccezionalmente, un doppio quadrato perfetto. Aveva sette colonne su ogni fronte (era cioè ettastilo) e 14 in ciascun lato.Secondo Diodoro due scene "la presa di Troia ad occidente e la gigantomachia ad oriente" lo decoravano con così rara arte da sembrare vive; si sconosce il posto preciso in cui esse fossero collocate. Distrutto una prima volta, nel VI secolo d.C., in applicazione dell'editto di olimpia; fu distrutto una seconda volta il 9 dicembre 1401 quando, in una notte di tempesta, crollarono al suolo gli ultimi resti dell'angolo sud-est e, una terza volta, nel 1750 quando il vescovo di Agrigento, Mons. Gioeni, utilizzando il tempio come cava di pietra, fece costruire un braccio del porto di Porto Empedocle. Del nome di questo grandioso monumento, Giove Olimpico o più semplicemente Olimpeion, siamo certi sia per le numerose testimonianze di storici autorevoli sia per le particolari caratteristiche architettoniche. Alla destra del cancello di ingresso, si può vedere la grande ara dei sacrifici. Sulla strada che dal tempio di Giove Olimpico, conduce al tempio di Castore e Polluce, quasi a metà percorso, sulla sinistra, incontriamo un tempietto a forma di corona circolare (o Tholos= edificio rotondo), che potrebbe essere di epoca ellenistica.

Mappa del Tempio di Zeus - Maps of the Temple of Olympean Zeus






Torna ai contenuti | Torna al menu