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Agrigento e la Valle dei Templi, guida per il turista | Agrigento and the Valley of the Temples, the guide for tourists

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Tempio di Hera Lacinia (Giunone) - Temple of Hera Lacinia (Juno)

Templi

Tempio di Giunone (Hera Lacinia)

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Tempio di Hera Lacinia (Giunone) - Temple of Hera (Juno) Lacinia

Alto sulla collina come un'offerta alla divinità, con le sue 25 colonne levate al cielo, domina il ciglione roccioso che costituiva l'inespugnabile baluardo dell'antica città. La sua cotruzione risale al 470 a.C. E' un esastilo-periptero di stile dorico, lungo 41 metri e largo 19,55 ha una peristasi di 34 colonne (6 x 13) alte m. 6,44. Altre 4 colonne limitano la cella, due ad est e due ad ovest. Solo 25 colonne sono intere, 9 smozzate e 4 mancanti del tutto. Le 13 colonne del lato settentrionale sostengono ancora l'architrave. Nell'interno vi è la cella lunga m. 27,8 e larga m. 9,3, di cui esiste solo la parte del muro che la delimitava nei 4 lati e alcuni blocchi delle colonne dell'opistodomo e del pronao. L'irregolarità del terreno sul quale poggia il tempio, costrinse i costruttori a fare il basamento molto alto nei lati occidentale e meridionale e via via degradante verso est e nord fino a raggiungere il livello naturale del sito. Questo tempio è di stile dorico antico, semplice e puro, di esecuzione e ornamentazione accurate, è periptero, esastilo, ogni colonna ha 20 scanalature a spigolo vivo ed è composta da 4 rocchi sovrapposti a secco; il capitello è formato, come di regola nell'ordine dorico, di abaco ed echino. Gli intercolunni non sono uguali: nel prospetto quello centrale è maggiore di tutti, nei fianchi il maggiore è il secondo, meno grandi quelli agli angoli, uguali tra loro, ma più piccoli tutti gli altri. Nell'architettura di questo tempio, eretto nell'angolo sud-est della valle dei templi a 120 m sul livello del mare, è evidente la preoccupazione di una perfezione artistica rigorosa. L'interno circondato da colonne che correvano tutt'intorno ai 4 lati, risulta formato dall'insieme di 3 vani: il pronao, la cella e l'opistodomo. Una base elevata di 4 gradoni, posta in fondo alla cella, era il luogo riservato alla statua della divinità. Due scalette a chiocciola, che fiancheggiavano l'ingresso, largo m. 3,23, conducevano al sottotetto. E' pure chiamato col nome di Era. Ha il soprannome di Lacinia forse derivato dal promontorio Lacinio, presso Crotone, dov'era un grandioso tempio in onore di Era. Vi è chi usa il soprannome Lacinia, perchè la dea presiedeva alle nascite. Le tracce di fuoco che ancora si notano nelle mura della cella documentano il saccheggio del 406 a.C. operato dai cartaginesi ai danni della città, ridotta ad un cumulo di rovine. Dinanzi alla facciata orientale del tempio, a 12 metri di distanza, si trova il grande altare dei sacrifici che costituiva, con il tempio stesso la veduta più spettacolare della città e del naturale tracciato delle sue antiche mura di fortificazione. Il monumento è costituito da una grande piattaforma rettangolare, lunga m. 30 e larga m. 10,5. La posizione dell'altare, parallela alla linea del colonnato, è particolarmente significativa. L'edificio è posto in diretto contatto con il tempio per ribadire il significato sacro del sacrificio alla divinità, affermandone così il valore profondo.

Mappa del Tempio di Giunone - Maps of the Temple of Juno






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